Sia all’andata che al ritorno ho viaggiato di fianco ad una 35enne molto per benino che lavora all’International School a Modena ed è andata a Malta per un corso di aggiornamento.. Ohh quante arie si dà! Tutta secca e dritta, elegante e impettita, ma gli occhi, noto, sono simpatici, traspirano gentilezza e intelligenza, oltre che cultura.
Oddio, ha parlato poco eh! ma di lei, senza che glielo abbia chiesto, ora so che viaggia molto, che è sposata, che suo fratello fa il pilota e vive all’estero, che ha la nonna sicula e adora la Sicilia, che non è rimasta favorevolmente colpita dalla bellezza dei maltesi, ma questo era da dire, perché diciamocelo, uomini e donne maltesi, proprio bellissimi non sono. Poi so che ama la Provenza e che spera di tornarci un giorno a vivere con suo marito (c’è qualcuno che ancora ha un sogno!) il quale attualmente gestisce un Caffè, mi fa capire che si tratta di un caffè elegante, of course, nel centro di Modena. Ma lei sembra non gradire molto questa attività del marito, un po’ sottotono rispetto al suo anelato stile di vita, ma questa è una mia deduzione.
Per una che avrà parlato in tutto mezz’ora e ha dormito andata e ritorno per l’intero viaggio mi sa che di lei so davvero tanto. Anche il nome!
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Al Castilla Hotel il signor Ronald, furbetto di tutto punto, vagamente assomigliante a Ben Kingsley, ma con i capelli, è risultato, alla fine, il più particolare tra i receptionist, anche se, sapendo fare ottimamente il proprio lavoro, ovviamente non faceva completamente gli interessi del cliente, ma cercava piuttosto una mediazione che pendeva più dalla parte dell’hotel. Tuttavia “te la sapeva vendere”, si rendeva completamente disponibile a risolverti tutti i problemi, senza però esserlo affatto, e ciò lo rendeva una simpatica canaglia.
Peccato non essere riuscita a salutarlo il giorno che me ne sono andata perchè non era di turno.
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Sull’autobus nel tragitto da S. Jiulian a La Valletta, all’altezza di Slima, è salito un piccolo, elegantissimo, signore, presumo settantacinquenne. Lo si notava subito poichè la sua eleganza e la sua compostezza anacronistica spiccava rispetto al resto dei passeggeri.
Sedutosi, dopo aver lasciato una scia di dolcissima colonia da nonno – a proposito vi ho già detto che i maltesi profumano tutti come delle…? - ha tirato fuori un fogliettino, scritto a mano, con diversi appuntamenti ed eventi mondani.. Lo ha lungamente tenuto tra le mani, forse per farlo vedere un po’ anche a me, visto che nel frattempo ero riuscita a guadagnare il sedile accanto al suo.
Naturalmente ho subito attaccato bottone perché il nonnetto m’incuriosiva alquanto. Così mi son fatta un nuovo amico, gentile e delicato, che dopo avermi lungamente parlato della storia di Slima, Floriana, La Valletta, man mano che l’autobus avanzava, mi ha raccontato che era stato invitato ad un concerto di pianoforte con rinfresco a seguire, dove ci sarebbero state le celebrità politiche più importanti del luogo, ma me lo ha detto in modo sconsolato, dicendo che avrebbe preferito andare a sentire lo spettacolo del Festival Internazionale del Coro nella piazza grande de La Valletta.
Poi é sceso con me nella piazza della fontana del Tritone e abbiamo fatto un pezzo di strada assieme fino all’imboccatura del centro città, dove, lasciandogli un biglietto da visita, l’ho salutato prendendo la seconda strada a destra in direzione del mio albergo.
Qualche minuto dopo l’arzillo signore, mi ha corso dietro, richiamandomi per invitarmi, qualora avessi avuto con me un vestito da sera, ad andare con lui. Naturalmente non avevo con me nessun vestito elegante, mi sono scusata. Lui ha ribadito dispiaciutissimo che l’abito da sera era fondamentale “era scritto anche sull’invito”, mi ha detto sconsolato, così le nostre strade si sono separate e io mi son sentita un po’ come in una fiaba triste dal finale insipido.
Tuttavia il giorno dopo, Giovanni Camilleri, questo era il suo nome, mi è venuto a cercare per salutarmi fino all’albergo, portandomi in dono due microscopiche “carte dei diritti”, due libriccini di tre centimetri per due, uno in maltese e uno in inglese, e il programma del concerto della serata passata che lui dice esser stata meravigliosa rammaricandosi ancora di non averla passata assieme.
Abbiamo passeggiato un po’ per la strada panoramica e lungo le vie attorno al mio hotel, abbiamo fatto due foto ricordo, di cui una alla fontana del cortile della Residenza del Primo Ministro, invalicabile per un turista qualsiasi, ma con lui si poteva passare poiché John non si sognava nemmeno di mettere in conto che avrebbero potuto dirgli di no quando, con ferma gentilezza, ha chiesto di entrare per mostrarmi la fontana.
Due guardie ci hanno così pazientemente seguito con sguardo complice e accondiscendente. Una di loro è stata incaricata dal Camilleri di farci la foto, del resto come poteva dire di no anche stavolta?
Insomma Giovanni è stato il più simpatico incontro fatto a Malta, spero in una sua lunga vita e un una sua ottima salute, così da poterlo rivedere un giorno (beh siamo onesti: le probabilità sono scarse)
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Da Papannis – il nome gli e stato dato fin da piccolo perché lui chiamava così suo padre (posso ridere?) ho avuto una conversazione con un giovane finanziere americano di Washington, il quale si è premurato di tradurre, divertendosi un sacco, tutto ciò che il il figlio di Papannis non sapeva spiegarmi poiché parlava solo un rigorosissimo, strettissimo, inglese. Poi prima di andarsene il finanziere ha accettato e gradito il mio consiglio di mangiare la panna cotta come dolce ed è fuggito via. Peccato! Chissà magari un giorno una conoscenza di questo tipo avrebbe potuto fare comodo.
Da Papannis tutto, ma proprio tutto era molto buono, grazie al cuoco francese, che era poi “buono” anche lui, visto che assomigliava incredibilmente a Johnny Deep.


