Certo così piccoli riuscire a dire che sono belli è dura, beh comunque senti, è il primo giorno di primavera e io la chiamerò Fiorella, mi sembra proprio il nome adatto!
Credo di essere il babbo più felice della terra; è praticamente impossibile che qualcun altro abbia provato la mia stessa sensazione. Io sono sicuramente il più felice.
Ho tanta paura perché non capisco mica cosa mi vuole dire, e sua mamma è lì che dorme stanca stanca e io non so che pesci pigliare.
A guardarle assieme sono la cosa più bella del mondo. Sto qui con le lacrime agli occhi con lei in braccio e a sorreggere la mano di mia moglie e mi incanto a guardare e a sentire ogni piega della loro pelle, cercando delle somiglianze ancora troppo lontane e trovandone delle impossibili.
Poi però penso che sicuramente assomiglia di più a me, ma so che non è vero e forse, almeno fisicamente, è proprio meglio di no, certo mica sono brutto ma la mamma è davvero tutt’un’altra cosa.
Cercare le somiglianze per noi genitori è indispensabile, è il segreto della nostra sicurezza. Abbiamo bisogno di credere che ci somigli per sentire nostro questo fagottino, se così non fosse ci sentiremmo persi, persi completamente.
Perché non è mica facile capire da dove arriva questa vita! Intendo dire non è che vederla mentre cresce nel grembo della mamma risolva tutti i nostri problemi esistenziali e ci tolga ogni grande domanda dalla mente! Anzi.. a volte uno pensa che se l’avesse comprata in un negozio sarebbe stato tutto più semplice. Un po’ come una bambolina no? Almeno ne conoscerei la provenienza.. invece nasce da una fabbrica lontana e sconosciuta, da un atto fisico che di fisico dentro di se non ha davvero nulla.
Perché il concepimento di un figlio è molto di più del materiale realizzarsi di un pensiero o di un’azione amorosa. Un figlio è il risultato della fusione di due anime in una sola, e queste due anime, per unirsi, devono arrivare al punto di fusione giusto e devono essere anche compatibili per fondersi tra loro.
Allora uno dice ma non è sempre così, a volte ci sono dei figli nati da persone che non erano poi così compatibili. Invece io penso che in quel momento lì c’era la condizione giusta, quella per la fusione vera. Quella che serve per un risultato talmente alto e stupendo come questo.
E poi questo risultato ora va accompagnato ed aiutato, sorretto per crescere e vivere, ma io la guardo e penso che è già talmente perfetta così che ho paura che un mio intervento educativo o affettivo possa solo peggiorarla.
Come può un genitore credere di essere tanto bravo da aiutare davvero un figlio? Oh certo io farò, come tutti, del mio meglio, ma come tutti finirò per volere per lei le cose che non ho avuto io e che desideravo tanto. Grande errore.
Io infatti per lei non voglio proprio niente, anzi l’unica cosa che voglio veramente è che lei ottenga ciò che lei desidera dal profondo del cuore. Che i suoi desideri non siano dettati da speranze di fare bella figura con qualcuno o ottenere un potere inutile o essere ciò che in fondo non vuole solo perché qualcun altro se lo aspetta da lei.
Penso a quante cose dovremo fare per lei e mi sento già perso.
Ma forse, poi penso, tutto si può riassumere in una sola parola: amare.
Ecco ora mi sento più tranquillo. (quanto è bella!)
Firmato Il babbo che avrei voluto


