Se ti scrivo lo so, ti preoccupi. Allora preciso:
Non ti preoccupare non voglio niente da te.
Non voglio amore, nemmeno un impegno affettivo.
Devo subito chiarirlo perchè..sei così impaurito! Ciò che dico, faccio e scrivo non pretende nessun riscontro.
Non voglio passione, letto, desiderio, nemmeno un bacio o un abbraccio. Chissà cosa vai a pensare, che poi scappi via come un fulmine!
Non spaventarti. Non pretendo nemmeno che tu non fugga via.
La nostra breve coesistenza ha riempito un vuoto, ed è finito lì tutto il senso del nostro incontro.
Non voglio che ti preoccupi per me.
Non mi sto preoccupando per te.
Forse un giorno ti regalerò una camicia, visto che senza volere mi hai detto che hai indossato la migliore che avevi per uscire con me – huuu che piacere! -
Forse un giorno ti porterò a forza a sfidare la sfortuna dello spettacolo dei Buskers e ti convincerai che non ti portano poi così tanta negatività.
Adoro come parli, come cammini. I tuoi capelli lunghi bianchi e sempre in ordine.
Adoro soprattutto come ti fermi quando parli. L’importanza delle tue parole e dei tuoi pensieri che senti come profondi e unici abitanti della tua mente nel momento in cui li pronunci, tanto da non permetterti altre azioni, nemmeno il camminare.
E adoro quando parlando guardi in alto e guardi dentro di te.
Adoro come sfuggi ai miei occhi e come la mascella pronunciata decorata di barba incolta ti faccia sembrare un guerriero.
Sono affascinata dai tuoi sogni di combattimenti angoscianti.
Sono tremendamente affascinata dal tuo sorriso che non chiede di arrivare da nessuna parte.
Non voglio imbarazzarti se offro io, fregandoti con la “mossa dell’uomo” come hai detto tu.
Ma il caffè che mi hai offerto mi ha riempito il cuore.
Sono coinvolta dai tuoi modi incredibilmente eleganti e dall’etica che governa la tua anima.
Dalla rispettabilità che si muove in te.
Non voglio e non posso pensare che cominci ad usare il cellulare. Ma quanto mi manca non poterti chiamare o rintracciare tu non lo sai! Tu ben sai, non sono pigra. Quindi sotto casa tua per chiamarti ci verrò.
Mi fa un’enorme dolcezza la tua immensa paura di avvicinarti, di abbracciare o toccare le persone.
Sono molto lusingata che tu mi abbia invitata a passare due ore di simpatico delirio con te, nella Piazza Più Bella del Mondo* e dintorni.
Stimo profondamente il fatto che tu sia lontano mille miglia dal mio mondo informatico, senza vergognartene e con grande convinzione.
Amo il tuo sguardo già completo di informazioni quando ti parlo di un qualsiasi libro che tu hai già letto, come tutti i libri di cui ti parlo.
Da te non voglio quella frase che tu vuoi da tuo padre se lo chiami per gli aguri.
Sei tu, tuo padre e tuo nonno in quegli occhi ricordi?
Se nel buio del tuo sogno tu voli sopra gli alberi e non ti fai del male non è un caso di certo, sei forte e ne hai passate tante. Ma sei così splendidamente fragile.
Da te non mi aspetto nulla.
Da te non voglio nulla perchè mi hai già donato tutto.
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*Piazza Maggiore